Naspi e Anpal, controlli serrati per i furbetti

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Naspi, tagli in vista per chi rifiuta il lavoro

Con l’entrata in funzione dell’Anpal, la nuova Agenzia del lavoro, verranno accentuati i controllo su chi riceve in Naspi. In caso di rifiuto del lavoro sostitutivi proposto l’assegno sarà decurtato

Tempi duri in vista per chi fa il furbo con la Naspi, l’indennità di disoccupazione: infatti già dai prossimi mesi tutti quelli che rifiuteranno il nuovo impiego proposto dagli uffici preposti avranno una decurtazione della somma.

È una delle novità più importanti con l’avvento dell’Anpal, la nuova Agenzia del lavoro prevista dopo la riforma del Jobs act e che vuole introdurre anche in Italia quanto già funziona da anni nei Paese anglosassoni.

In pratica per i disoccupati iscritti al servizio è previsto un servizio di formazione attraverso corsi ideati espressamente per loro, in modo da arricchire il loro curriculum e poi indirizzati verso la ricerca di un nuovo impiego.

Tutti quelli però che saranno contrari alle proposte avanzate per un nuovo lavoro subiranno un taglio della Naspi, introducendo così una sorta di tolleranza zero per chi si adatta a vivere a spese dello stato senza darsi da fare.

Anpal operativa da giugno

L’Anpal sarà operativa probabilmente già da giugno 2016, non appena saranno predisposte le coperture finanziarie necessarie e ha come obiettivo primario quello di un maggior impegno sulle politiche attive del lavoro.

E tra i suoi compiti, quello di controllare in tempo reale se la persona che non si presenta al corso di formazione oppure non accetta un lavoro percepisce l’indennità: così partirà una segnalazione all’Inps che sarà legittimata a trattenere una parte del sussidio. Un provvedimento che in realtà poteva essere preso anche fino ad oggi, ma è stato deliberato solo in pochissimi casi mentre prossimamente diventerà una regola e porterà ad un maggiore controllo.

L’Anpal però si occuperà anche di gestire direttamente il personale Isfol e quello di Italia Lavoro, ma non i Centri per l’impiego che rimarranno nelle mani delle Regioni fino al voto sul referendum costituzionale previsto per il prossimo ottobre.

Inoltre come ha specificato il suo presidente, Maurizio Del Conte, “potrà verificare i livelli essenziali ovvero che i servizi che vengono resi ai disoccupati rispettino gli standard, abbiamo il potere di monitoraggio e valutazione. La nostra missione più importante comunque è quella sull’assegno di ricollocazione, una vera e propria presa in carico del disoccupato”.

Del Conte vuole far sì che l’Anpal diventi una risorsa e non solo un parcheggio: “Il nostro obiettivo è fare sì che le persone si rivolgano ai centri per l’impiego perché sono utili. Deve esserci un sistema che accolga il disoccupato e lo accompagni. Una delle prime cose da fare è mettere in funzione un sistema informativo per far incontrare domanda e offerta”.

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