Percepire la disoccupazione e lavorare

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Posso percepire l’indennità di disoccupazione e lavorare ?

Reddito e assegno di disoccupazione, cosa bisogna conoscere rispetto alla Naspi e all’ammontare reddituale.

Il reddito e l’assegno di disoccupazione

Il reddito che si deve avere per perdere la Naspi è un reddito congruo quindi sotto una certa soglia l’assegno di disoccupazione non lo si perde.

Il tema del lavoro nero con i nuovi contratti e le loro differenti tipologie ha sollevato molti processi giudiziari, da una parte i datori di lavoro, dall’altra disoccupati, occupati part-time, occupati a tempo determinato e indeterminato, precari e disoccupati.

Lavorare in nero e ricevere anche la Naspi

Molti procedimenti penali, risultano a carico di persone disoccupate che, per non perdere la Naspi l’attuale indennità di disoccupazione, rinunciano all’assunzione regolare e così si ritrovano a lavorare in nero.

Il problema reale si trova però a monte di questa forma scelta che fa incappare le persone in procedimenti giuridici anche di una certa rilevanza, il reddito è il reale problema.

Il comportamento sopra evidenziato rientra in un doppio reato:

  • Il primo è quello di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato
  • Il secondo quello di falso ideologico in atto pubblico

Ed entrambi sono a carico del disoccupato-lavoratore che ha dichiarato all’INPS di non avere un occupazione. In questo contesto per il lavoratore e/o privato che dir si voglia, oltre al procedimento penale c’è anche la quota da pagare e restituire allo Stato nelle somme accumulate.

Ma chi trova un lavoro perde sempre e comunque la Naspi?

Su questo tema c’è molta confusione, per tale ragione occorre concentrarvisi. Non sempre come detto, chi trova lavoro perde la Naspi, il punto centrale è quello del reddito infatti.

Naspi significato e reddito

Naspi è la sigla attuale per il sussidio di disoccupazione. Tale sussidio ha una durata media di due anni e il suo importo varia a partire dal quarto mese, scendendo del 3% al mese in maniera progressiva. Il calcolo della Naspi è difficile da compiere anche in virtù dei diversi fattori da tenere a mente ed inserire in tale calcolo.

In linea approssimativa si può comunque affermare che vi è un passaggio da un sussidio di circa 1.200 euro al mese relativo all’inizio del periodo di disoccupazione, a uno di circa 600 euro alla fine dei due anni.

La perdita della Naspi avviene in due occasioni:

  1. acquisendo un nuovo lavoro
  2. nel rifiutare un’offerta di lavoro a specifiche paghe

Ciò cosa sta a significare? Lo vedremo nei prossimi paragrafi.

Primo punto: chi trova lavoro perde la Naspi, dipende dal lavoro

lavoro autonomo

Nel lavoro autonomo, il soggetto lavoratore continua a percepire la Naspi ma quest’ultima cambia quota, si abbassa ovviamente, purché il reddito su base annua e che deriva dall’attività svolta non superi i 4.800€, in pratica il reddito che corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni fiscali che spettano ai redditi da lavoro dipendente, attualmente pari.

E’ comunque sempre il lavoratore che vive questa condizione e trova un nuovo lavoro che deve comunicare all’INPS la sua posizione reddituale, e dovrà effettuare tale comunicazione entro e non oltre un mese dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto.

lavoro subordinato

La riduzione della Naspi è dal 100% all’80% quando si rientra al di sotto dei 4.800€ annui. La riduzione viene ricalcolata d’ufficio nel momento in cui inizia a vigere la presentazione della dichiarazione dei redditi. Per quanto riguarda invece il lavoro dipendente o parasubordinato, la Naspi rimane quando un altro lavoro rientra in un reddito annuo di 8.000€.

Secondo punto: perdita della Naspi per rifiuto nuovo impiego

In linea generale chi non accetta un nuovo lavoro perde l’Indennità di Disoccupazione Naspi, ma questo assunto non vale per ogni lavoro.

Ritorna quindi il tema della retribuzione “giusta”, ovvero quella che fa perdere del tutto la Naspi, solo in tale circostanza l’assegno di disoccupazione viene tolto mentre per lavori che hanno una retribuzione superiore del 20% rispetto al sussidio che la persona disoccupata percepisce in quel preciso momento, l’assegno rimane, un esempio è quello di un lavoratore che percepisce una Naspi di 1.000€, se questo rifiuta un lavoro che abbia una retribuzione di 1.050 € non perde la Naspi.

Va anche ricordato che la Naspi per i lavori che abbiano una durata inferiore ai sei mesi, può essere sospesa, in questa maniera il lavoratore non sarà gravato dalla riduzione dell’80% del reddito.

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licenziamento, lavoro & mobbing

Avvocato lavoro e immigrazione , web writer