Procacciatore d’affari occasionale

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La figura giuridica del procacciatore d’affari occasionale

Oggi vogliamo affrontare l’analisi di una particolare figura commerciale: quella del procacciatore d’affari, che non abbia vincoli e stipendio fisso, al quale venga riconosciuto il compenso solo e solamente alla conclusione dell’affare.

Un soggetto che svolga un lavoro del genere deve o meno aprire partita Iva ? Per rispondere a questa questione, è opportuno cercare di inquadrare ‘giuridicamente’ la figura del procacciatore d’affari occasionale.

Questa figura rientra nel novero dei cosiddetti contratti atipici, o innominati, vale a dire un contratto che non è disciplinato nel Codice Civile ma viene comunque permesso perché ritenuto meritevole dal legislatore.

Questo tipo di contratti è molto diffuso per le figure del campo immobiliare. Il contratto viene redatto con semplice scrittura privata da redigersi in bollo (ma nulla impedisce, all’azienda ed al procacciatore che vogliano lavorare in totale sicurezza, di redigere una scrittura privata autenticata per il contratto o addirittura un atto pubblico).

procacciatore d'affari

procacciatore d’affari, disciplina e adempimenti

Il procacciatore d’affari è, secondo la migliore giurisprudenza, colui che ‘raccoglie le ordinazioni dei clienti’ e quindi le invia all’azienda dalla quale riceve l’incarico di rilevare i clienti, e svolge questo lavoro senza vincolo e senza stabilità, in maniera occasionale.

Puntualizzato quindi che cosa intendiamo per procacciatore di affari, e la natura non stabile ma occasionale del suo lavoro, comprendiamo bene che anche l’azienda da parte sua non ha alcun obbligo nei confronti del procacciatore ma al contrario può anche rifiutare il contatto o l’affare proposto dal procacciatore.

Nessun vincolo da parte dell’azienda, nessun vincolo da parte del procacciatore: né di orario (non si può propriamente parlare di giornata lavorativa in capo al procacciatore di affari), né di modalità di lavoro, né vincoli di qualsiasi altro genere.

Obblighi fiscali e previdenziali del procacciatore d’affari

Sulla base di questi presupposti, la figura del procacciatore di affari non ha nessun obbligo di aprire la Partita IVA o di iscriversi ad albi. Questo esonero dipende proprio dall’occasionalità e dalla non abitualità della sua prestazione lavorativa.

Si tenga presente piuttosto che, se si superano i 5mila euro all’anno di compenso per questo lavoro, risulta necessario iscriversi alla Gestione Separata.

Il superamento dei 5mila euro annui non comportano alcun obbligo di apertura della Partita IVA ma bensì obbligo di iscrizione alla Gestione Separata.

I compensi che il procacciatore riceve di volta in volta non necessitano perciò di fattura, ma di ritenuta d’acconto del 20%, nel caso in cui l’azienda sia sostituto d’imposta, come spesso accade. Se la prestazione versata al procacciatore supera i 77 euro, bisogna inoltre aggiungere anche una marca da bollo del valore di 2 euro.

About the Author

Maria Grazia R.

Scrittrice ed Esperta in materie di diritto del lavoro e previdenza sociale

1 Comment on "Procacciatore d’affari occasionale"

  1. Salve, articolo molto interessante! Vorrei chiedere un’informazione: se io fossi una procacciatrice d’affari per un’azienda Ester? Cosa cambierebbe in questo caso dal punto di vista fiscale? Voglio dire, varrebbe tutto quello che c’è scritto in quest’articolo? Premetto che non si tratta del settore immobiliare, ma che vorrei propormi come procacciatrice a questa azienda. Grazie!

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